lunedì 26 novembre 2007

The Illusionist

"THE ILLUSIONIST"






In un mondo dove nulla è come appare, un illusionista di nome Einsenheim e l'ispettore di polizia Uhl si confrontano in una sfida di volontà nel cercare di determinare dove finisca la realtà e dove inizi la magia, tutto questo mentre si offusca la linea immaginaria che divide il potere e la corruzione, l'amore e la devozione, l'essere vigile e la mania, ed infine la vita e la morte. Quando Eisenheim inizia ad esibirsi con i suoi stupefacenti spettacoli a Vienna, le voci su di lui e sui suoi poteri iniziano a dilagare…



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Tratto infatti dal celebre racconto Eisenheim the Illusionist di Steven Millhauser (vincitore di un Pulitzer), questo film combina il racconto fantastico con la politica, l'amore con la magia, lasciando aleggiare anche, nell'atmosfera, qualche venatura horror.L'intreccio prende vita nelle strade della Vienna di fine Ottocento, dove si va affermando prepotentemente la figura di Eisenheim (Edward Norton), l'illusionista più geniale d'Europa.


Il suo carisma e il suo forte ascendente sul popolo riecheggiano sino alle porte della residenza del Principe ereditario Leopold (Rufus Sewell) che, incuriosito, si reca ad un suo spettacolo insieme alla principessa Sophie von Teschen (Jessica Biel). Convinto che il lavoro di Eisenheim sia tutta una truffa, il principe è deciso a smascherarlo, dopo il suo spettacolo. Se non fosse che, durante un trucco sul palco, il mago e la principessa Sophie, amici d'infanzia, si riconoscono, con la rinascita di un amore forzatamente taciuto per anni. E' sfida aperta tra Eisehneim e Leopold. A complicare la vicenda c'è anche il Capo Ispettore della polizia Uhl (Paul Giamatti). Da serio uomo di legge qual è, nel suo mondo non può rientrare certamente la magia; piuttosto viene vista come qualcosa da controllare, da tenere a bada. Si apre come una classica favoletta d'amore, e promette di restar tale per tutta la durata del film, se non fosse che, alcuni elementi esterni alla vicenda amorosa, lo rendono particolarmente godibile.


Innanzitutto l'atmosfera che si respira, ombrosa, intrisa di colori cupi, sfumati, quasi fossero ritoccati con i pastelli. Poi la magia, che non è insita solo nella trama, nelle vicende, poiché lo spettatore stesso è nel mezzo di un'illusione, convinto di avere di fronte qualcosa di tangibile, a volte addirittura prevedibile, che in realtà non lo è. Tutto ciò che sembra, poi non appare. Il confine tra realtà e magia si fa sottilissimo, proprio come quello tra il potere e la corruzione, tra la vita e la morte.


I trucchi magici di Eisenheim, durante i quali l'artista piega le leggi della natura a suo piacimento, davanti ad un pubblico incredulo e sbigottito, sono ricercati, molto suggestivi, e mai banali; sono inoltre rappresentativi del fatto che la gente ha bisogno di credere in qualcosa di soprannaturale, di prodigioso.


Con un finale non scontato, e che ha dell'incredibile...



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